L’arte contemporanea ha bisogno di buon umore e di riflessione.
ll festival, con tutto ciò che di festoso c’è nel termine, vuole essere il luogo in cui riprendere il filo dei pensieri interrotto, in cui riflettere e capire l’arte contemporanea, per poi andare a vedere le opere con consapevolezza. Oggi occorre pensare l’arte per vederla meglio.
L’opera è pensiero. Pensiero visualizzato. E il pensiero in quanto tale è sempre critico. Non si può pensare all'arte contemporanea come l'ambito del solo glamour e del solo business. Nulla contro queste componenti, da parte mia, ma senza che si rinunci alla base teorica.
Di fronte a un macro sistema paralizzato, che non funziona, emerge una struttura policentrica, non di satelliti, ma di nuclei di competenze a cui l’arte contemporanea si affida per proposte di qualità: Faenza è uno di questi.
Angela Vettese
Il rapporto con l'opera d'arte si va facendo sempre più rapido e superficiale, una sorta di bulimia artistica indotta: c'è a malapena il tempo di guardare un'opera che già ne arriva un'altra che reclama attenzione […] Ecco perché il festival di Faenza: per una volta, ci sarà il tempo per incontrarsi e parlare, senza pressioni, in un centro urbano piccolo, splendido e accogliente, nel mezzo di un territorio ricco di bellezze naturali e artistiche, solare, e in cui si mangia e si beve benissimo.
Mancheranno le opere, certo, ma questo potrà essere uno stimolo piuttosto che un limite. Per poi tornare a guardare le opere con più attenzione e curiosità.
La formula del festival costituisce un'eccezione rispetto alla regola. Nel festival non c'è nessuna particolare teoria da esemplificare o da convalidare: è uno spazio aperto ai punti di vista più diversi, in grado di dare conto di tutta la diversità e la ricchezza geografica, culturale, disciplinare dell'arte di oggi.
Pier Luigi Sacco
Il festival di Faenza va inteso come una piattaforma per il dialogo, pensata e strutturata per dare voce e diffondere un ampio ventaglio di questioni legate ai temi più attuali dell'arte contemporanea e delle sue istituzioni, sia in Italia che all'estero. Come tale, il festival è complementare ad altre manifestazioni come la Biennale di Venezia, presentando la specificità di proporre una molteplicità di occasioni dedicate alla riflessione e all'analisi. Inoltre, aspirando a divenire luogo di incontro per artisti, studenti, curatori e critici - senza escludere i galleristi e i collezionisti -, il festival ha una grande potenzialità: quella di diventare una vera e propria occasione di riconoscimento per il pubblico dell'arte contemporanea in Italia, rendendolo visibile nel più ampio contesto della produzione culturale del Paese. In un contesto che è per lo più volto alla conservazione e allo studio del proprio settore, questa è la sfida fondamentale che il festival si propone.
Carlos Basualdo