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festival

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La direzione scientifica

Il primo festival dedicato all'arte contemporanea internazionale e ai suoi protagonisti. Per scoprire insieme l’arte che verrà.

Angela Vettese con Daniel Birnbaum PH Pamela Marchiò

Angela Vettese con Daniel Birnbaum PH Pamela Marchiò

L’arte contemporanea ha bisogno di buon umore e di riflessione.

ll festival, con tutto ciò che di festoso c’è nel termine, vuole essere il luogo in cui riprendere il filo dei pensieri interrotto, in cui riflettere e capire l’arte contemporanea, per poi andare a vedere le opere con consapevolezza. Oggi occorre pensare l’arte per vederla meglio.

L’opera è pensiero. Pensiero visualizzato. E il pensiero in quanto tale è sempre critico. Non si può pensare all'arte contemporanea come l'ambito del solo glamour e del solo business. Nulla contro queste componenti, da parte mia, ma senza che si rinunci alla base teorica.

Di fronte a un macro sistema paralizzato, che non funziona, emerge una struttura policentrica, non di satelliti, ma di nuclei di competenze a cui l’arte contemporanea si affida per proposte di qualità: Faenza è uno di questi.

Angela Vettese



Il rapporto con l'opera d'arte si va facendo sempre più rapido e superficiale, una sorta di bulimia artistica indotta: c'è a malapena il tempo di guardare un'opera che già ne arriva un'altra che reclama attenzione […] Ecco perché il festival di Faenza: per una volta, ci sarà il tempo per incontrarsi e parlare, senza pressioni, in un centro urbano piccolo, splendido e accogliente, nel mezzo di un territorio ricco di bellezze naturali e artistiche, solare, e in cui si mangia e si beve benissimo.

Mancheranno le opere, certo, ma questo potrà essere uno stimolo piuttosto che un limite. Per poi tornare a guardare le opere con più attenzione e curiosità.

La formula del festival costituisce un'eccezione rispetto alla regola. Nel festival non c'è nessuna particolare teoria da esemplificare o da convalidare: è uno spazio aperto ai punti di vista più diversi, in grado di dare conto di tutta la diversità e la ricchezza geografica, culturale, disciplinare dell'arte di oggi.

Pier Luigi Sacco



Il festival di Faenza va inteso come una piattaforma per il dialogo, pensata e strutturata per dare voce e diffondere un ampio ventaglio di questioni legate ai temi più attuali dell'arte contemporanea e delle sue istituzioni, sia in Italia che all'estero. Come tale, il festival è complementare ad altre manifestazioni come la Biennale di Venezia, presentando la specificità di proporre una molteplicità di occasioni dedicate alla riflessione e all'analisi. Inoltre, aspirando a divenire luogo di incontro per artisti, studenti, curatori e critici - senza escludere i galleristi e i collezionisti -, il festival ha una grande potenzialità: quella di diventare una vera e propria occasione di riconoscimento per il pubblico dell'arte contemporanea in Italia, rendendolo visibile nel più ampio contesto della produzione culturale del Paese. In un contesto che è per lo più volto alla conservazione e allo studio del proprio settore, questa è la sfida fondamentale che il festival si propone.

Carlos Basualdo